Chi siamo

Siamo un gruppo di persone che credono nella diversità linguistica e culturale come valore e hanno a cuore la salute e lo sviluppo della lingua italiana.

Cosa ci muove

La consapevolezza che l’italiano mostra sintomi preoccupanti: ha smesso di produrre neologismi autoctoni, di adattare o tradurre parole straniere, ma importa passivamente concetti e termini dalla sola lingua inglese, senza essere in grado di rielaborarli con parole proprie. In Italia, il mondo universitario, professionale e politico sembrano premere per un abbandono progressivo dell’italiano in favore dell’inglese.

Cosa intendiamo fare

Vogliamo passare dai lamenti all’azione. Dato che la lingua, giustamente, “la fa chi la parla”, intendiamo sensibilizzare la comunità dei parlanti italofoni, in primo luogo in Italia, perché siano consapevoli che le scelte linguistiche che fanno hanno conseguenze su un bene comune che è la nostra lingua. Piccoli gesti quotidiani possono aiutare l’italiano a tornare vivo e vitale, a vantaggio di tutti.

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Domande frequenti e miti da sfatare

In tutto il mondo si dice così

In tutto il mondo si dice così

Computer, Password, Social Network, hotdog, pop corn: certe parole nate in America sono diventate universali e si usano in tutte le lingue

Ma non è proprio la stessa cosa

Ma non è proprio la stessa cosa

Se dico Shopping sto dicendo che vado a girare per i negozi, non solo a comprare qualcosa. Il termine inglese ha un significato più specifico

Le traduzioni sono forzature

Le traduzioni sono forzature

La lingua la fa chi la parla, è stupido voler imporre traduzioni italiane dall’alto se le persone hanno deciso di usare il termine inglese

Siete fascisti?

Siete fascisti?

Era il fascismo a voler italianizzare tutto: qui-si-beve invece di bar, arlecchino al posto di cocktail. La politica non deve occuparsi delle lingue

Siete puristi?

Siete puristi?

Volersi chiudere alle altre lingue è un atteggiamento purista. Anche in passato l’italiano ha accolto parole straniere

E soprattutto… chi se ne frega?

E soprattutto… chi se ne frega?

Le lingue nascono, cambiano, muoiono, con tutte le cose importanti a cui pensare, perché dobbiamo preoccuparci dei troppi anglicismi?

La lingua la fa chi la parla: più siamo, più contiamo

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